Lezioni di Trading (Introduzione al Forex)

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In questa sessione affronteremo in 6 lezioni ben strutturate il Trading online prendendo come mercato di riferimento il Forex. Ecco qui le lezioni:

 

1) Introduzione al trading

    1. Trading sul Forex
    2. Valute principali, Majors e scambi
    3. Struttura e orari del Forex
    4. Vantaggi del Forex
    5. Esempio pratico

2) Glossario e basi teoriche

3) Analisi nel mercato del Forex – parte 1

  1. Analisi tecnica e Analisi fondamentale
  2. Grafici, supporti e resistenze, trend
  3. Supporti e resistenze dinamiche, breakout, breakdown e fakeout
  4. Candele giapponesi, tipologie di candele e candelstick pattern
4) Analisi nel mercato del Forex – parte 2
  1. Doppio massimo e doppio minimo, testa e spalle e pattern tipici
  2. Indicatori 1: RSI, MACD e medie mobili (EMA e SMA)
  3. Indicatori 2: Fibonacci, bande di Bollinger e Ichimoku Cloud
  4. Come usare gli indicatori!
5) Operatività, controllo del rischio, gestione del capitale e strategia di trading
  1. Piattaforma e alcune operazioni esempio
  2. Controllo del rischio e gestione del capitale
  3. Come sviluppare una strategia di trading
  4. Come sviluppare un piano di trading
6) Abitudini di trading, psicologia e gestione emozioni

7) Conclusioni
 
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1. Introduzione al trading

 

 

 

Il trading online è un business molto affascinante, unico e originale, che permette di far lavorare il denaro, tramite la compra-vendita di asset finanziari quali azioni, cambi di valute e altro ancora. Il trading è una sorta di sfida intellettuale per chi lo pratica con lo scopo di trarne profitti; infatti per guadagnare è necessario saper analizzare i mercati, attuare delle corrette strategie e gestire con oculatezza e disciplina il proprio capitale…tutto ciò per poter raggiungere la libertà finanziaria!

 


Tutto quello che serve materialmente è un PC, una connessione internet e dei broker con cui operare, e si può fare da qualunque parte del mondo, senza nessun capo o costrizioni di orari, in completa libertà!

 

 

In effetti per alcuni il trading è diventato una forte passione, riuscendo così a guadagnare centinaia di migliaia di $ in modo costante. In questo blog analizzeremo vari aspetti per far parte di quel 5% di traders di successo (tra tutti quelli che operano), trattando vari aspetti, dalle strategie e tecniche agli strumenti necessari ai broker con cui operare fino ad alcuni elementi di psicologia e gestione del capitale.
In queste lezioni dettagliate ci baseremo sul mercato del Forex (mercato internazionale delle valute), ma tratteremo argomenti comuni a tutti gli altri mercati.
 
   1.1) Trading sul Forex
 
Il Forex (Foreign Exchange Market),a volte abbreviato anche con FX, è il mercato finanziario più grande del mondo con circa quattromila miliardi di dollari (4.000 miliardi di $ !) al giorno (!) di scambi.
Durante la giornata si comprano e si vendono valute, cioè si comprano Dollari e si vendono Euro, oppure si comprano Sterline Inglesi e si vendono Yen Giapponesi e molte altre combinazioni.
Facciamo un esempio pratico per capire come funziona il Forex:
Immagina di andare fare una bellissima vacanza a Miami Beach e al Miami International Airport acquisti $ Dollari con i tuoi € Euro (dunque acquisti Dollari e vendi Euro). Al botteghino in aeroporto, guarderai il tasso di cambio (ammettiamo EUR/USD 1,20) dunque darai 833€ e riceverai 1000$. Questa è una transazione FX! Se alla fine del bellissimo viaggio si vuole ritornare 🙂 si fa un cambio all’incontrario ovvero si acquistano € Euro e si vendono $ Dollari (se durante la vacanza il cambio EUR/USD è cambiato a 1,10), con i 300$ che ti rimangono avrai dunque 273€.
Da qui si può intuire che con le variazioni di mercato si può guadagnare con la speculazione!
   1.2) Valute principali, Majors e scambi
 
Nel mercato del Forex vengono comprate e vendute valute di vario genere (vengono fatte sempre in coppia, per esempio si acquistano £ Sterline e si vendono $ Dollari). Qui di seguito mostriamo le “Majors” ovvero le principali valute che vengono scambiate nel Forex:
USD – Stati Uniti – Dollaro Americano
EUR – Europa – Euro
JPY – Giappone – Yen
GBP – Inghilterra – Pound (Sterlina)
CHF – Svizzere – Franco Svizzero
CAD – Canada – Dollaro Canadese
AUD – Australia – Dollaro Australiano
NZD – Nuova Zelanda – Dollaro Neo-Zelandese

Come detto, nel Forex si opera con gli scambi di valute e per ogni rapporto si prendono in considerazione due valute; i rapporti di valute si suddividono in “Majors” (tutte quelle che comprendono le principali valute con il Dollaro Americano $), “Cross” (rapporti tra e valute principali dove vi è presente l’EUR, lo YEN e il GBP ed è escluso il Dollaro Americano $) e “Valute esotiche” (tutti gli altri rapporti con valute minori, ad esempio valute di diversi paesi come Brasile, Messico, Turchia e così via)
Qui ad esempio alcuni rapporti:
EUR/USD – majors
AUD/USD – majors
NZD/USD – majors
USD/JPY – majors
EUR/GBP – cross
CAD/CHF – normale
EUR/BRL – esotico
USD/TRY – esotico
   1.3) Struttura e orari del Forex

Il mercato del Forex è completamente decentralizzato e i prezzi posso variare da un gestore e un altro (anche se di poco); nella figura qui sotto vediamo la struttura di questo mercato in maniera più dettagliata:

In cima alla “gerarchia” del Forex c’è il mercato interbancario, che è composto da tutte le più grandi banche del mondo che commerciano direttamente con gli EBS (gli Electronic Brokering Services). Questi ultimi sono in connessione con delle banche minori ma anche con enti quali Hedge Funds, ECNs e Market Makers. Infatti queste compagnie quali gli ECN e gli Hedge Funds non hanno diretto contatto con il mercato interbancario e hanno bisogno delle banche commerciali e degli EBS per poter eseguire le loro operazioni. In ultimo ci sono i Retail Traders, piccoli investitori (e anche tu che stai leggendo!) che fanno Forex. E’ bene sapere che tra tutti i traders milionari che fanno operazioni consistenti nel mercato durante la giornata, il loro volume incide solo dal 3 al 5 % di tutto il mercato! O_o
Premettendo che un Broker è un ente che fa da tramite tra il cliente Retail e le grosse banche e il mercato Interbancario, ci sono due principali brokers da conoscere, gli ECN e i Market Makers:
– I Market Makers stabiliscono da sè i prezzi di acquisto e di vendita e gestiscono autonomamente gli ordini con i Retail Traders, eliminando costi di commissione e eseguendo più velocemente gli ordini, ma con l’intenzione di speculare contro il cliente,
– Gli ECNs (Electronic Communications Networks) invece usano i migliori prezzi di acquisto e di vendita, accoppiano meticolosamente i vari ordini tra varie fonti differenti (dunque sono neutre col cliente Retail) e addebitano una piccola commissione.

Capendo come è strutturato il mercato del Forex, vediamo quali sono gli orari e come sono strutturate le varie sessioni di trading; nella figura qui sotto sono evidenziate le varie sessioni con l’apertura e la chiusura di vari mercati locali come quello di Londra o quello di Tokyo. Da notare che il Forex è aperto giorno e notte dalla domenica alle 23:00 (GMT+1) al venerdì alle 23:00 (GMT+1), il sabato e la domenica i mercati sono chiusi.

Nella sessione di Londra vi confluiscono molti traders e enti europei ed è la più liquida di tutte le altre, e la valuta di riferimento sono l’€ EUR, il GBP e il CHF (il Franco Svizzero ha un piccolo mercato e apre sovente un’ora prima del mercato di Londra), nella sessione di New York è pure molto importante e sono spesso presenti aggiornamenti di notizie (come i non-Farm PayRoll) che fanno variare in maniera consistente il mercato, le valute di riferimento sono il $ USD e anche il CAD (Dollaro Canadese); nella sessione di Sydney le valute di riferimento sono l’AUD e il NZD (Dollaro Australiano e Dollaro Neozelandese) e alcune volte possono presentarsi variazioni consistenti nel mercato AUD/USD dovute al cambio di interesse del AUD. Infine nella sessione di Tokyo lo Yen e la valuta di maggior rilievo.

   1.4) Vantaggi del Forex

Per i piccoli investitori il Forex presenta dei vantaggi rispetto ad altri mercati, che sono:

Piccole o nessuna commissione: per molti Broker è presente soltanto lo spread come “commissione” a differenza dei mercati azionari dove la commissione per transazione è di gran lunga più alta.
Capitale di accesso minimo: Si può aprire un conto anche con 1000€  o perfino anche meno!
Orari 24/24 5/7: mercato aperto continuamente giorno e notte dal lunedì al venerdì, dunque si possono fare operazioni a mercato secondo una propria pianificazione.
Leva: parleremo di questo grande potenziale nei capitoli successivi, ma è bene capire che si possono fare operazioni di centinaia di migliaia di Dollari solamente avendone a disposizione solamente poche migliaia; infatti molti Broker prestano del denaro al cliente per poter aprire operazioni con volume maggiore (esempio leva 1:400 o 1:500, ecc..)
Liquidità: essendo un mercato altamente liquido gli ordini vengono piazzati quasi in modo istantaneo!

   1.4) Esempio pratico

Molto bene, ora vediamo un esempio pratico di come si può speculare in questo mercato, vedendo alcuni elementi importanti; qui di seguito una figura che rappresenta il valore della domanda e dell’offerta del mercato EUR/USD: come possiamo vedere nella colonna Bid è presente il miglior prezzo al quale è possibile vendere, mentre nell’altra colonna Ask e presente il prezzo migliore dove è possibile comprare. La differenza tra Bid e Ask in questo caso 0,0003 è chiamata spread.

Se in questo caso acquisti 10000€ di EUR/USD a 1,4505 il tuo bilancio sarà +10.000€/-14.505$; dopo un certo periodo di tempo il valore Bid-Ask è cambiato con (1,4601 _ 1,4604) e decidi di vendere a 1,4601 il tuo nuovo bilancio sarà -10.000€/+14.601$ e dunque il tuo bilancio totale sarà € (+10000 -10000 = 0€) e $ (-14.505 +14.601 =96$), dunque un guadagno di 96$
Il processo e ragionamento vale anche per le altre tipologie di mercato e con la pratica diventa abbastanza semplice e automatico.

2. Glossario e basi teoriche

In questa sessione analizzeremo alcuni argomenti teorici importanti per poterci addentrare nel Forex.

2.1) Glossario

Pip: il pip è l’unità di misura più piccola del valore di un determinato mercato; per esempio se il mercato AUD/USD ha avuto una variazione da 0,9945 a 0,9949, significa che c’è stata una variazione di 4 pips; alcuni brokers usano anche un frazione di pip (5 numeri decimali invece dei soliti 4).
Lotti: i lotti rappresentano le quntità ordinate in un determinato mercato, per esempio nel mercato EUR/USD, 1 lotto equivale a 100.000$. Si usa dire anche un mini lotto  che equivale 10.000 unità e un micro lotto che equivale a 1.000 unità.
Con la descrizione precedente sui pips, si può eseguire una facile operazione in base ai pips e ai lotti, per esempio se si guadagnano 5 pips nel mercato €/$, avendo tradato 2 lotti standard, si ha un guadagno di complessivo di 100$ (0,0005 x 2 x 100.000 = 100$) !
Leva: la leva o margine come detto in precedenza è un meccanismo che permette di prendere in prestito del capitale dal broker per poter effettuare operazioni di maggior valore rispetto al capitale effettivo; per esempio avendo solo 1.000$ nel proprio account e avendo un broker che offre leva 1:1000 si ha la possibilità di acquistare ben 10 lotti (!), cioè di aprire una posizione da 1 milione!
Periodo o Timeframe: particolare periodo (tipicamente dal minuto, all’orario fino al giornaliero e settimanale) di una sessione di trading. Il timeframe viene molto usato nell’analisi grafica.

2.2 Tipologie di ordine

Le tipologie di ordine si suddividono in:
Market Order: ordine di acquisto di vendita che si piazza al miglior prezzi disponibile
Limit Order: ordine pendente di acquisto al di sotto del prezzo corrente, o di vendita al di sopra del prezzo corrente. L’ordine viene eseguito quando il prezzo raggiunge il valore dell’ordine pendente.
Stop-limit Order: ordine pendente di acquisto al di sopra del prezzo corrente, o di vendita al di sotto del prezzo corrente. L’ordine viene eseguito quando il prezzo raggiunge il valore dell’ordine pendente.
Stop Loss: ordine pendente dove in caso il prezzo raggiunga il valore dell’ordine, viene chiusa direttamente l’operazione con una perdita.
Take Profit: ordine pendente dove in casi il prezzo raggiunga il valore dell’ordine, viene chiusa direttamente l’operazione con un profitto.
Trailing-Stop: ordine particolare che muove automaticamente un ordine di Stop Loss al variare del prezzo in una posizione profittevole, a una distanza (tra il prezzo attuale e l’ordine di stop loss) determinata e fissa.

GTC: (Good till canceled) ordine rimanente attivo fino a che non ci sia una chiusura manuale.
GDF: (Good for the day) ordine rimanente attivo fino alla fine della sessione giornaliera e cioè le 23GMT.
OCO: (One Cancels the Other) questo prevede una particolare combinazione di due ordini al di sopra e al di sotto del prezzo corrente, nel caso viene attivato un ordine, l’altro viene cancellato.

3. Analisi nel mercato del Forex – parte 1

In questa sessione analizzeremo le varie tipologie di analisi che si fanno in un questo mercato, come anche nelle altre tipologie di mercato (esempio, l’azionario). Le principali analisi sono l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale; in seguito affronteremo l’analisi tecnica in maniera più dettagliata addentrandoci nel mondo dei grafici!

3.1) Analisi tecnica e Analisi fondamentale

 
L’analisi tecnica è quella analisi che fine fatta sul mercato in base ai grafici di riferimento; ogni evoluzione del mercato viene registrata e riportata in un grafico e grazie a questo e possibile individuare visivamente alcuni pattern interessanti per poter entrare a mercato piazzando degli ordini. E’ un metodo molto utilizzato e molto semplice visivamente. Qui di seguito un’immagine che mostra la variazione che ha avuto il mercato EUR/USD (parleremo a breve di queste candeline che si vedono nell’immagine ):

L’analisi fondamentale invece è quella tipologia di analisi che viene fatta in base alle notizie, agli eventi che incidono nel mercato; er esempio alcuni eventi politici o eventi sui tassi di interesse possono incidere in maniera più o meno consistente nei mercati. Un tool importante che molti traders usano per l’analisi fondamentale e il calendario economico dove sono pianificati tutti gli eventi per le varie nazioni interessate e dunque per le valute di riferimento. Qui di seguito un immagine di un calendario economico (un sito ottimo è http://www.investing.com):

3.2) Grafici, supporti e resistenze, trend

Esistono varie tipologie di grafici nel trading, quelli principali usati dai traders sono i seguenti:
– Grafici a linea
– Grafici a barre
– Grafici a candele giapponesi (candelstick)

I grafici a linea sono davvero molto semplici, infatti tramite una linea che viene tracciata per ogni prezzo del mercato si ha un grafico simile a questo:

I grafici a barre rappresentano l’andamento del mercato tramite delle barre che indicano l’apertura della sessione, la chiusura e anche il relativo massimo e minimo. Qui di seguito una spiegazione di come vengono lette le barre e come risultano in un grafico:

I grafici a candele giapponesi (o semplicemente a candele) sono i grafici che vengono usati dalla maggior parte dei traders e sono i più comuni, essi vengono rappresentati tramite delle candele ci due diversi colori (tipicamente il verde indica una sessione al rialzo, mentre il rosso indica una sessione al ribasso), che indicano l’apertura della sessione, la chiusura e anche il relativo massimo e minimo. Anche qui mostriamo degli esempi, molto semplici e intuitivi:

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I supporti e le resistenze sono due dei concetti più usati nel trading e determinano una massiccia presenza rispettivamente di compratori e di venditori in una determinata area.

Nella figura sopra vengono rappresentate in maniera semplice le resistenze che sono quei punti dove il prezzo viene respinto dall’alto formando così dei “picchi in su” queste aree sono molto importanti e delimitano una presenza massiccia di venditori vicino a quella area di prezzo. I supporti invece sono quei punti dove il prezzo viene respinto dal basso e “rimbalza in su”, anche qui queste aree sono molto importanti perché delimitano una presenza consistente di compratori. I supporti e le resistenze non sono dei livelli esatti, ma indicano delle aree di interesse.
Mostriamo qualche altro esempio, nella figura in basso la presenza di un forte supporto fa continuamente rimbalzare il prezzo verso l’alto:

Ancora qui in basso un altro esempio che mostra la presenza di una forte resistenza, dove il prezzo viene respinto per ben tra volte (i primi tre cerchi da sinistra a destra); l’ultimo cerchietto a destra invece identifica una rottura di resistenza (in questo caso i compratori  sono stati a prevalere sui venditori e il prezzo è incrementato di gran lunga, salendo sempre di più).

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I trend sono pure dei concetti molto importanti nell’analisi tecnica e delineano l’andamento generico del prezzo vedendolo da una prospettiva più ampia; qui sotto un esempio interessante di trend “rialzista”, trend “ribassista” e trend “laterale”:


Un trend rialzista o uptrend delinea un movimento in continuo crescere del prezzo (vedendo in prospettiva più ampia) ed è caratterizzato da minimi (o piccole resistenze) sempre crescenti e anche con massimi crescenti.
Un trend ribassista o downtrend invece riguarda un movimento in continua discesa del prezzo ed è caratterizzato da minimi sempre più bassi (e anche massimi decrescenti)
Per disegnare una linea di uptrend o downtrend bisogna unire 2 o più punti di conseguenti minimi o massimi come l’esempio qui sotto per un trend ribassista:

3.3) Supporti e resistenze dinamiche, breakout, breakdown e fakeout

Abbiamo appena visto il trend e come prende forma, e in questi casi spesso si formano anche dei supporti e delle resistenze dinamiche; infatti sono livelli crescenti dove i prezzi rimbalzano. Qui di seguito una figura esplicativa molto semplice:

Nel trading è molto importante identificare questi livelli di supporto e di resistenza, poiché è in quei livelli dove c’è una forte accumulazione di compratori e venditori; a volte, per esempio, quando il prezzo si avvicina a una resistenza molti compratori entrano in azione e può succedere che il prezzo oltrepassi la resistenza “rompendola” e dando via a nuovi livelli di prezzo sempre più crescenti; questo fenomeno è chiamato breakout!

Nella figura di sopra vi è la presenza di due breakout, il primo dopo un consolidamento di prezzo in un range e il secondo dopo la rottura del precedente massimo; qui sotto un altro esempio di breakout:

Quando il prezzo invece batte più volte una resistenza fino a romperla e  oltrepassarla,si parla di brakdown, qui sotto un esempio abbastanza chiaro dopo un ristagnamento del prezzo in  un range:

Qui di seguito un altro esempio di rottura breakdown di un importante livello di resistenza:

E’ molto utile sapere che quando si verifica una rottura in breakout o breakdown vi è anche un considerevole aumento di volume, determinato appunto dalla presenza massiccia di compratori (o venditori) che oltrepassano il numero di “oppositori” che rispettivamente sono i venditori e i compratori.
Ma cosa succede se il prezzo dopo una rottura in breakout (o breakdown) rintraccia e ritorna ai propri livelli originari calando (o aumentando) di valore? Succede che i venditori (rispettivamente i compratori) prevalgono di gran lunga sui compratori (venditori) e si verifica un fenomeno di fakeout, ecco qui alcuni esempi:

Tipicamente nei pattern di fakeout la presenza di volume è scarsa oppure non è continuativa, che lo differenzia da un effettivo breakout o breakdown.
Nella sessione strategia mostreremo alcune strategie basate sui breakout.

3.4) Candele giapponesi, tipologie di candele e candelstick pattern

Negli anni ’90, Steve Nison scoprì questo tipo di analisi grazie ad un amico broker giapponese e cominciò a fare ricerca sull’argomento pubblicando diversi articoli a riguardo. Pochi anni dopo grazie a lui i grafici a candela (candelstick) crebbero in popolarità e ad oggi sono uno degli strumenti più utilizzati dai traders di tutto il mondo.
Rivediamo l’immagine delle candele:

Le candele sono visivamente molto d’impatto e trasmettono subito se la sessione è positiva (il prezzo di chiusura è maggiore del prezzo di apertura – corpo verde) o se la sessione è negativa (il prezzo di chiusura è minore del prezzo di apertura – corpo rosso).
Quando vi è una forte presenza di compratori o venditori il corpo della candela può essere abbastanza grande, invece la presenza di poca azione o di pochi compratori (venditori) delineano una candela minuta con corpo piccolo. Esso qui un esempio:

Nelle candele vi è a volte la presenza di ombre rilevanti, questo può significare una consistente e improvvisa azione da parte dei compratori (ombra in basso) o dei venditori (ombra in alto) riporta il prezzo a un livello originario. Ecco qui un esempio:

Le candele giapponesi possono presentarsi in varie forme, ma alcune di queste sono più di rilievo e mostrano particolari indicazioni (pattern candelstick) per il successivo sviluppo di mercato.
Due tipologie di candele particolari sono quelle Marubozu e quelle Doji; quelle Marubozu sono candele “piene” ovvero con il solo corpo senza ombre (come la figura qui sotto), questo è un  forte segnale dove i compratori (o venditori) sono in pieno controllo della sessione, e ciò può dare inizio a un trend rialzista (o ribassista) o un’inversione di trend.

Le candele Doji sono candele “senza corpo”, ovvero dove il prezzo di apertura coincide con il prezzo di chiusura e presenta delle sole ombre. Questo indica generalmente che nessuno tra venditori e compratori è riuscito a prevalere durante la sessione e può essere considerato come un segnale di inversione in seguito a un mini-trend. Nella figura qui di seguito le quattro tipologie di candele Doji.

— Pattern candelstick —

In un grafico reale di trading possono presentarsi varie conformazioni di candele e alcune di queste sono tipiche e ricorrenti e vengono spesso chiamate pattern candelstick.

Le candele Hammer sono quelle tipiche che hanno un corpo piccolo e una sola grande ombra  e si trovano alla fine di un mini-trend ribassista; questa particolare candela indica un inversione di trend. Qui di seguito un esempio chiaro:

Le candele Hanging Man e le Shooting Star sono delle candele (con corpo piccolo e una grande ombra) che si trovano alla fine di un mini-trend rialzista e tipicamente segnalano un’inversione di trend (vedasi figura qui sotto).

L’engulfing pattern è tipico perché una candela abbastanza grande (verde o rossa) copre totalmente (letteralmente inghiotte) la candela precedente (rossa o verde) creando così un pattern di inversione.
L’engulfing pattern è molto ricorrente ed è usato sia per timeframes da 5/10 minuti sia per timeframes molto più lunghi quali il giornaliero. Ecco qui una figura esemplificativa:
Ci sono molti altri candelstick pattern, ma questi mostrati sono i più importanti; facciamo un breve riepilogo con una tabella esemplificativa:

Nome Pattern Descrizione Figura
Marubozu Forte movimento – potenziale inizio di nuovo trend
Doji Neutro – Inversione
Hammer Inversione rialzista
Hanging Man & Shooting Star Inversione ribassista
Engulfing pattern Inversione
  1. Analisi nel mercato del Forex – parte 2

    Se siete arrivati a questo capitolo è già un ottimo punto, dovreste già capire alcune basi di analisi tecnica e su cosa si basa il trading; affrontiamo in questo capitolo l’analisi tecnica più in dettaglio, studiando importanti pattern grafici e di alcuni indicatori. (Se non riuscite ad assimilare tutte queste informazioni, potete tornarci più volte e potete utilizzare queste lezioni come guida)

    4.1) Doppio massimo e doppio minimo, testa e spalle e pattern tipici

    Il doppio massimo è un pattern ricorrente e molto scrutato da parte dei traders. E’ una figura di inversione di trend rialzista in seguito alla formazione di due picchi vicini a uno stesso livello di resistenza; i volumi sono tipicamente maggiori nel primo picco e minori nel secondo e tra i due picchi vi è sovente un piccolo rintracciamento (vedasi figura sotto).[possibili operazioni: la più comune operazione in questo caso è aprire una posizione al ribasso alla formazione del secondo massimo, ponendo uno stop lossmolto stretto (di poco oltre la resistenza) e un possibile target che sia 3 o 4 volte la distanza di stop loss. Un aumento consistente di volume quando il prezzo è vicino alla resistenza può essere anche un allarme di uscita di posizione poiché potrebbe verificarsi un incisivo breakout] Il doppio minimoè molto simile al doppio massimo ma invertito, cioè un’inversione di trend ribassista in seguito alla formazione di due picchi vicini a uno stesso livello di supporto.[possibili operazioni: qui è possibile aprire una posizione lunga, o di acquisto, vicino al punto B ovvero alla seconda formazione di minimo, con un ‘impostazione di rischio accurata e stretta, e di un possibile rendimento 3 o 4 volte maggiore il rischio] La figura di testa e spalle è pure un pattern di facile riconoscimento e di inversione di trend; la presenza di due rialzamenti inframezzati da una formazione più grande di un massimo rappresenta il pattern testa (punto C) e spalle(punto A e E), come mostrato in figura qui sotto.[possibili operazioni: come potete vedere nella figura di sopra c’è la presenza di una neckline che sarebbe una linea di resistenza che definisce sia i minimi locali che la figura stessa; un ordine al ribasso alla rottura di questa neckline (o in seguito al piccolo rintracciamento) potrebbe essere valevole, con un rischio che non oltrepassi il punto E (o C) e un potenziale target definito come in figura]I pattern che abbiamo analizzato in questo capitolo sono cosiddetti di inversione, ovvero che indicano un cambiamento di trend generale; ne esistono altri molto usati dai traders che sono i pattern di consolidamento dove il prezzo entra in una fase di assestamento per poi riprendere il trend originario. Queste figure principali sono 3 e sono i triangoli, i rettangoli e le bandiere.I triangoli sono formati da variazioni di prezzo all’interno di due linee convergenti che delineano dei massimi e minimi locali (ci devono essere almeno 2 massimi e 2 minimi per poter formare un triangolo) e vengono suddivisi in tre tipologie: il simmetrico, l’ascendente e il discendente. Ecco qui un esempio chiaro delle varie tipologie di triangoli:Tipicamente verso la fine del triangolo (o ai 2/3 verso la punta) avviene una rottura con conseguente aumento di volume, e di prosieguo del prezzo verso una direzione definita (che spesso coincide con il trend iniziale).[possibili operazioni: prendendo come riferimento la figura di sopra, spesso si può entrare a mercato nel punto A, impostare un rischio leggermente al di sotto del punto 6 o al di sotto della bisettrice e settare un target di due o tre volte il rischio; un’altra possibile entrata e nel punto C, ovvero il rintracciamento dopo la rottura (sempre impostando rischio e rendimento validi]. Alcuni traders avanzati hanno sviluppato delle strategie interessanti impostando come punto di entrata in “long” nella zona vicino al minimo 6 anticipando così il breakout del triangolo; questa strategia è interessante sopratutto per lo stretto rischio in rapporto al più ampio potenziale di guadagno che si è impostato.I rettangoli sono dei pattern molto facili da individuare, infatti non è altro che quella parte di grafico racchiusa tra due livelli orizzontali (supporto e resistenza) delineando così in una fase di consolidamento. La rottura in alto o in basso di questi livelli, con un consistente volume, avvia un breakout o un breakdown e una ripresa del trend (tipicamente prende forma un trend che è similare a quello precedente). Qui di seguito una immagine sui rettangoli:[possibili operazioni: quando si presentano questi pattern, si può entrare a mercato posizionando degli ordini di acquisto (o di vendita) quando avviene il breakout (o breakdown), impostando un rischio che sta al di sotto il livello di supporto (o al di sopra il livello di resistenza) con un potenziale target due o tre volte maggiore del rischio. Alcune strategie molto rischiose impostano il livello di rischio che sta a metà del range del rettangolo e addirittura alcuni traders esperti entrano a mercato anticipando la possibile rottura del rettangolo]Trattiamo infine la bandiera (in inglese flag) un pattern di consolidamento pure molto usato dai traders; si verifica in un lieve rintracciamento regolare (contenuto in un canale) in seguito a una sostanziosa espansione del trend; questo pattern prevede una continuazione con vigorosa spinta del trend formatosi precedentemente. Due immagini per rendere chiara l’idea delle bandiere (nella figura a sinistra è anche rappresentata la distribuzione dei volumi):
[possibili operazioni: tradare una bandiera può essere abbastanza semplice, infatti prendendo in considerazione le immagini di sopra, si può entrare a mercato poco prima della rottura della trendline (considerando anche l’aumentare di volumi) con un rischio di poco al di sotto del minimo del pattern e un potenziale rendimento di due o tre volte il rischio.]

4.2) Indicatori 1: RSI, SAR, MACD, medie mobili (EMA e SMA)

L’indicatore RSI (Relative Strenght Index) è tra gli indicatori più usati dai traders ed è un oscillatore che indica la relativa forza del prezzo nel grafico di riferimento. Usando un periodo di 14, il RSI può assumere valori da 0 a 100, dove valori vicino a 100 indicano una forte presenza di compratori e un imponente mini-trend rialzista, mentre valori vicino lo 0 indicano una forte presenza di venditori e un imponente mini-trend ribassista.
Il valore può essere espresso come: RSI = 100 – 100/(1+RS)
dove RS = media delle chiusure al rialzo di n periodi / media delle chiusure al ribasso di n periodi.
Questo indicatore è usato in unione all’analisi tecnica per dare maggior conferma a un possibile segnale di entrata, indicandone la forza di un trend locale, esso comunque può essere usato anche per dei punti di inversione, ovvero dei punti di iper-comprato (usualmente valori maggiori a 70) e di iper-venduto (valori al di sotto di 30), dove un possibile cambiamento di direzione del prezzo può avvenire. Qui di seguito un’immagine di un grafico forex (GBP/USD) con il relativo indicatore RSI.

[possibili operazioni: come detto in precedenza, questo indicatore può essere usato per confermare un azione di acquisto (se il RSI punta in alto o è maggiore di 50) o di vendita (se il RSI punta in basso o è minore di 50). E’ possibile usare anche questo indicatore in prossimità dei valori estremi, infatti valori oltre 70 potrebbero rivelare dei buoni segnali per vendere (inversione di un trend rialzista) o valori minori di 30 potrebbero indicare dei segnali di acquisto (inversione di un trend ribassista).]

L’indicatore MACD (Moving Average Convergence/Divergence) è un indicatore di momentum composto dalla differenza di due medie mobili (tipicamente la 12 EMA e la 26 EMA), una linea di segnale (pure una media calcolata su n periodi) e un istogramma, ed è utilizzato per l’identificazione di un trend o la sua possibile inversione; l’istogramma non è altro che la differenza tra la linea MACD (differenza tra le due medie mobili) e la linea di segnale,

[possibili operazioni: l’indicatore MACD può essere molto utile per le inversioni di trend e prendendo come riferimento l’istogramma, si possono fare delle operazioni considerando le indicazioni di seguito:
– se l’istogramma è al di sopra dello zero, indica un momento di fase rialzista;
– se l’istogramma è al di sotto dello zero, indica un momento di fase ribassista;
– l’attraversamento, da parte dell’istogramma, della linea dello zero conferma un trend;
– la divergenza tra istogramma e andamento dei prezzi (nel grafico) denota una possibile inversione del trend;
come l’indicatore RSI bisogna sempre considerare il grafico e l’analisi tecnica per avere una maggiore efficienza nelle operazioni]

Le EMA o SMA sono degli acronimi per indicare le medie dei valori di prezzi di un certo periodo, e significano ripettivamente (Exponential Moving Average) e (Simple Moving Average). Sono degli indicatori di tipo “lagging” (con ritardo) e aiutano molto a valutare l’andamento dei prezzi. Molti traders usano la media esponenziale invece di quella semplice perché è più accurata.

[possibili operazioni: le medie mobili in effetti possono essere usate per svariate strategie; una possibile operazione avviene quando si presenta un incrocio dei prezzi con la media di riferimento, entrando a mercato in acquisto (o vendita), se si presenta una rottura dal basso verso l’alto (o viceversa); oppure può essere usata come segnale di rimbalzo (una tipologia di supporto/resistenza) per i prezzi. Nella figura di sotto viene mostrato un possibile uso delle medie mobili come segnale di entrata e di uscita]

4.3) Indicatori 2: Fibonacci, bande di Bollinger e Ichimoku Cloud

Il famoso Fibonacci inventore della sequenza di numeri, ha formulato un sistema che trova riscontro in molti aspetti pratici della vita e giustifica matematicamente alcune forme e strutture, dalla spirale delle galassie alle spirali delle conchiglie, fino alla struttura del DNA! In effetti trova anche riscontro nel trading, come indicatore di livelli distanti tra di loro tramite una formula precisa.
Questo indicatore Fibonacci viene usato tipicamente per identificare dei rintracciamenti dopo una estensione di trend e stabilire delle possibili zone di inversione dei rintracciamenti. Tipicamente si traccia questo indicatore dal minimo al massimo (o dal massimo al minimo) di un trend ben definito o di una estensione che si vuole analizzare; unendo dunque i due punti estremi si formano dei livelli distanti tra di loro con delle percentuali definite (e sono 0% “punto di partenza”, 23,6%, 38,2%, 50%, 61,%, 76,4% e 100% “punto di arrivo” – che hanno una relazione stretta con la sequenza di Fibonacci). Sovente quando il prezzo rintraccia avvicinandosi a questi livelli, può rimbalzare (come se fosse un supporto/resistenza) riprendendo il suo trend originario. Qui in figura viene mostrato il rintracciamento che ha avuto il grafico giornaliero dell’oro, dopo un significativo downtrend.

[possibili operazioni: l’indicatore Fibonacci è molto utile per poter entrare a mercato, usando i livelli come supporti e resistenza; unire questo indicatore insieme ad altri segnali e all’analisi tecnica può aumentare sicuramente il successo nelle operazioni. Per esempio nel grafico di sopra il livello 61,8% è un livello importante e facendo anche una considerazione di analisi tecnica (la resistenza a 1.750 creatasi all’incirca il 26 settembre), è possibile entrare in posizione corta (o di vendita) vicino quel livello (1.750) impostando un rischio al livello 78,6% (o per i più aggressivi a metà tra il livello 78,6% e 61,8%) e un rendimento che sia due o tre volte il rischio. Usare questo indicatore “Fibo” è molto utile per iper-estensioni di trend.]

L’indicatore bande di Bollinger prende il nome dal suo inventore, analista finanziario John Bollinger; la caratteristica principale delle bande di Bollinger è la larghezza variabile delle bande in funzione della volatilità dei prezzi e questi ultimi tendono a restare entro il massimo e il minimo della linea delle bande. Questo indicatore è formato da 3 linee, 2 linee che delimitano la banda e una media mobile semplice. Qui in figura un esempio delle bande di Bollinger.

[possibili operazioni: ci sono varie strategie che si sviluppano attorno a questo indicatore, un semplice modo per poter entrare a mercato è quando il prezzo fuoriesce dalle bande (dalla linea superiore o dalla linea inferiore), aspettandosi un rientro; è comunque utile unire questo indicatore a una buona analisi tecnica.]

Dal 1930 al 1960 il giornalista giapponese Goichi Hosoda sviluppo un indicatore che attualmente è usato da molti traders e si chiama Ichimoku Cloud (che tradotto significa grafico bilanciato).
Inizialmente può sembrare complesso, ma con la pratica si riescono ad individuare velocemente i settori di interesse e i punti di supporto/resistenza. Questo indicatore è formato da 5 linee:
– Senkou Span A e B
– Tenkan
– Kijun
– Chikou
Le linee Senkou Span A e B formano delle nuvole (una gialla e rossa, e dipende se la linea Senkou Span A e maggiore o minore della linea Senkou Span B), e nel grafico sono dei divisori di tendenza, cioè la zona sopra la nuova gialla è una zona di acquisto, mentre quella sotto la nuvola rossa è una zona di vendita. La Tenkan e la Kijun sono delle linee calcolate su differenti periodi e danno indicazione su potenziali supporti o resistenze; a volte se il prezzo oltrepassa queste linee rompendole può verificarsi l’inizio di un trend. Infine la Chikou altro non è che il prezzo corrente traslato giorni prima (tipicamente 26 giorni prima).

[possibili operazioni: l’Ichimoku Cloud è molto utile se unito a una buona analisi tecnica e può fornire delle conferme importanti, comunque ci sono alcuni traders che usano questo indicatore e hanno sviluppato molte strategie a riguardo. Una possibile operazione è entrare a mercato quando avviene una rottura consistente della nuvola (confermando anche i prezzi) in direzione della rottura, entrando così in un trend inverso a quello precedente. Altre operazioni più complesse le tratteremo in un’altra sezione.]

4.4) Come usare gli indicatori

Gli indicatori possono essere utili se uniti ad una buona analisi tecnica, perché possono confermare delle ipotesi di entrata o anche di uscita. Tuttavia il sovraccaricare i grafici di troppi indicatori è a volte superfluo, poiché si tende a perdere di vista una analisi tecnica “pulita” del grafico. Ormai nelle varie piattaforme di trading si può impostare un indicatore in un timeframe e traslarlo in un lampo in un altro timeframe, velocizzando il processo di analisi. Si consiglia comunque di utilizzare non più di due indicatori esposti nei paragrafi precedenti (esempio, medie mobili con Fibonacci oppure Fibonacci con Ichimoku Cloud, ecc..)

5. Operatività, controllo del rischio, gestione del capitale e stategie di trading

In questo capitolo affronteremo degli argomenti veramente importanti, la gestione del capitale, lo sviluppo di un piano e lo sviluppo di una strategia vincente; questi elementi stanno alla base di un trader di successo e devono essere sviluppati e perfezionati giorno dopo giorno. Tenendo in mente questo vediamo (nel primo paragrafo) come si apre un conto Forex, come si leggono i grafici in piattaforma e come si fanno delle operazioni pratiche su mercato (con esempi).

5.1) Piattaforma e alcune operazioni esempio


Per iniziare nel mercato del Forex bisogna scaricare una piattaforma chiamata MT4. Cliccate sul banner qui sotto (il nostro miglior broker certificato), aprite un conto e iscrivetevi (avrete anche un bonus gratuito di 25€ al momento dell’iscrizione). Da qui potete scaricare la piattaforma e installarla sul vostro PC.

Dopo aver aperto il conto, la piattaforma dovrebbe avere questo aspetto:

Il grafico visualizzato è l’EUR/USD giornaliero, ma il timeframe si può cambiare grazie alle linguette in alto a destra; inoltre è possibile visualizzare altri mercati premendo Ctrl+N. Nella sezione “Aiuto” potete vedere una guida più dettagliata della piattaforma MT4 e nella sezione “File” dei conti demo con denaro virtuale (consigliamo di aprirne uno per poter fare delle operazioni prova).
Siamo a un passo da poter fare la prima operazione…cliccate su “F9” e si aprirà una finestra dove poter fare l’ordine, da qui potete impostare i valori di entrata, lotti, ordine pendente, e poi inserite “Ok”…ecco siete già a mercato!
Bene come vedete è tutto molto semplice, e con la pratica vi abituerete a questa piattaforma.
“Quante operazioni che si possono fare, quante variabili, quante possibilità”….davvero eccitante! Passiamo subito alle sezioni di sviluppo e gestione di un piano di trading!


5.2) Controllo del rischio e gestione del capitale

Per ogni buon business ci sono sempre potenzialità di profitto e di rischio, ma queste ultime non sono aleatorie, devono essere ben gestite a priori e pianificate con cura. Spesso i traders che perdono sono persone che non sanno gestire il rischio e le dimensioni con cui entrano a mercato. Per poter fare trading c’è bisogno di avere un minimo di capitale che è il “motore” o “materia prima” di questo business e la regola numero 1, la più importante di tutte è “non perdere soldi” (menzionata più volte dall’investitore più famoso del mondo Warren Buffet); la regola numero 2 è pure estremamente importante ed è “ricordarsi la regola numero 1” (sempre da Buffet – molto semplice, ma vera 🙂 ).
Dunque che tipo di rischio bisogna impostare? Tutto dipende dalle strategie che si adottano e dalle frequenze di operazioni, e tipicamente non bisogna rischiare più del 2 massimo 3 % per ogni singola operazione e non più del 20% per una sessione mensile.
Spesso la mancata disciplina e la poca forza psicologica può alterare la gestione del rischio di un buon piano, ma ci si deve sforzare a seguire delle regole di buona gestione.
A volte può accadere una sequenza continua di operazioni in perdita, causate dall’andamento non previsto del mercato; questa percentuale di perdite in sequenza cumulate tra loro viene chiamata drawdown ed è molto importante nello sviluppo del piano. Infatti, in una strategia valida con un bassissimo drawdown e un buon rendimento atteso è possibile effettuare operazioni molto più grosse (con un rischio maggiore). Altri elementi per un’ottima gestione e saper impostare in maniera meticolosa degli ordini di uscita a mercato. I principali ordini sono questi:
Stop loss (Stop Save)
Breakeven
Trailing stop
Take profit

Gli Stop Loss servono a limitare le perdite nel caso il movimento del mercato vada nella direzione sbagliata; questo ordine viene automaticamente eseguito quando il prezzo tocca o sorpassa un determinato livello. E’ importante impostare ed eseguire con disciplina gli stop loss, anche se psicologicamente non è piacevole, ci si deve sforzare di farlo. Alcuni traders li chiamano ironicamente Stop Save in quanto “salvano” e proteggono letteralmente il capitale.
Per fare un veloce esempio sulla gestione del capitale, parliamo di un’operazione con un stop loss distante 10 pip dal punto di entrata; se per un ordine di dimensione uguale a 1 lotto, ogni pip va 10$, si ha un rischio complessivo di 100$; dunque una domanda esercizio: quanti lotti bisognerebbe tradare solo in quell’operazione per avere un rischio totale del 3% (con quei valori di distanza dello stop loss), avendo come riferimento un capitale di 10.000$? risposta: 3 lotti! questo è il primo passo per gestire le dimensioni degli ordini e le distanze di stop loss.
(da notare che gli stop loss sono degli ordini che vengono eseguiti automaticamente ma si può fare un’operazione manuale a mercato per uscire prima che il prezzo raggiunga qualunque target)
Il breakeven è invece un’operazione di chiusura vicinissima, se non coincidente, con il valore di apertura, e dunque non prevede nessuna perdita.
L’ordine di trailing stop è molto particolare perché è un ordine di stop loss che si sposta in automatico al variare del prezzo; questo ordine si attiva quando una posizione è temporaneamente in profitto e “sposta” automaticamente uno stop loss a una distanza definita dal prezzo corrente. Questo metodo è utile per delle strategie dove il mercato è volatile o per una estensione dei prezzi abbastanza grande.
Il take profit è un ordine pendente e viene eseguito automaticamente in profitto quando il prezzo raggiunge o supera un determinato livello. E’ uguale al target che viene impostato, all’obiettivo di guadagno del trade.

5.3) Come sviluppare una strategia di trading

Per sviluppare una buona strategia di trading, ci sono da considerare tanti fattori, ma come iniziare da zero?
Un primo passo importante è quello di analizzare tanti trades e tecniche di traders di successo e scovare una nicchia di interesse o trovare una tipologia di patterns dove si riesce a trovare un proprio comfort e una buona velocità di identificazione.
Dunque il secondo passo per sviluppare la strategia è quello di porsi delle domande a riguardo, importanti per la sua creazione e la sua definizione; eccole:
– che tipologia di trade si deve sviluppare? (per esempio sarà uno stile di swing trading o di day-trading o ancora di scalping?)
– in quale mercato si sceglie di operare? (che tipo di caratteristiche deve avere il mercato? (per esempio la volatilità, o il range di prezzo)
che rischio si deve impostare e quale rendimento?
– quali sono le probabilità di operazioni positive con la strategia scelta?
come identificare il pattern? (domanda molto importante)
che condizioni si devono verificare per entrare a mercato? e per uscire?
– quanto tempo si deve dedicare al trade con la strategia scelta? e quante energie e risorse si devono usare per una buona attuazione del trade?

Queste domande sono molto importanti e servono per scolpire la strategia e per renderla più chiara possibile (per esempio le domande sottolineate sono fondamentali!)
Scrivere la strategia su carta con molti punti dettagliati la rende senz’altro più chiara e “allegare” anche delle immagini con i pattern di riferimento, o dei trades eseguiti, aiuta moltissimo! Infatti unire la strategia scritta con la visualizzazione dei trades applicati offre un ottimo riscontro istantaneo per l’assimilazione.
Dopo che la strategia è definita, bisogna applicarla a mercato, più e più volte, attenendosi a quanto si è detto, e riscontrare i risultati attesi. Superata la fase di test si può continuare con l’affinamento della strategia stessa e lo sviluppo di altre strategie (è bene focalizzarsi a non più di 4-5 strategie)

In una sezione del sito, il nostro team ha sviluppato delle strategie di trading, potrebbe esservi utile prenderne riferimento.

Dopo aver sviluppato le strategie vincenti, bisogna unificarle insieme a delle regole di attuazione e altri requisiti, in questo bisogna creare un piano di trading, che analizziamo nel prossimo capitolo.

5.4) Come sviluppare un piano di trading

Il piano di trading è una mappa con tante indicazioni per poter muoversi facilmente nel mondo del trading!
In un buon piano bisogna inserire la Vision, gli Obiettivi e la Mission per cui si vuole fare trading! Avere una forte passione e capire le enormi potenzialità del trading fa innescare una marcia in più sia nel processo di apprendimento sia nello sviluppo del business, ecco perché sono importanti questi tre elementi! Questi sono soggettivi, ma qui un esempio:

Vision: voglio essere un trader di successo e voglio raggiungere la libertà finanziaria!
Obiettivi: avere un ottimo piano di trading e un’ottima strategia affinandola periodicamente, e ottenere un ROI mensile del 50% sul capitale di riferimento.
Mission: realizzare i miei sogni, insegnare e aiutare altre persone a fare trading.

Tenendo questo a mente, si devono implementare delle sezioni specifiche riguardante l’operatività e il processo decisionale; la prima è la gestione del rischio; è bene dunque porsi queste domande:
– tipico risk/reward?
– rischio medio per trade?
– rischio massimo giornaliero?
– profitto atteso giornaliero?
– profitto atteso mensile?

La seconda sezione è regole di operatività, dunque tutte le regole a cui bisogna attenersi per delle ottime performance e un buon sviluppo; per esempio “tagliare corto le perdite!” oppure “fare trading solo su mercati volatili”, o ancora “entrare a mercato con non più di tot. lotti”. Stabilire delle regole e seguirle costantemente sviluppa la disciplina.
La terza sezione è strategie, dove si inseriscono tutte quelle sviluppate, sia quelle di attuazione giornaliera, sia quelle in fase di testing; nel paragrafo precedente abbiamo trattato questo importante argomento.
La sezione quattro è data dalle routines; il successo è dato da buone abitudini e in questo caso è bene scriverle e attenersi giorno dopo giorno, per un miglioramento a lungo termine. Per esempio le routines possono essere “salvare i grafici e commentare i trades giornalieri” o “dedicare del tempo alla ricerca e studio prima dell’apertura dei mercati”, oppure “segnare tutte le proprie sensazioni, e come si sono gestite al meglio, in seguito ad un trade perdente.”, ecc..
Una buona abitudine è anche quella di tenersi un proprio diario di trading, per poter ricordarsi punti importanti durante la sessione di trading.
La quinta sezione è data riscontro e sviluppo, ovvero tutti gli elementi a cui dobbiamo porre attenzione o che dobbiamo sviluppare per un trading di successo; per esempio “miglioramento Money Management”, o “gestione emozioni”, o “abitudini e attitudini dei traders milionari”, ecc..

Queste sezioni sono essenziali, ma si possono aggiungerne altre a proprio piacimento e strutturarle in modo da avere una buona guida e ottenere buone performance.

Per scaricare il modello di piano di trading (clicca qui).

6) Abitudini di trading, psicologia e gestione emozioni

Nel 1897 Pareto, un grande economista italiano, studiando la distribuzione dei redditi, dimostrò che in una data regione solo pochi individui possedevano la maggior parte della ricchezza. Questa osservazione ispirò la cosiddetta legge 80/20 o principio di Pareto; esse afferma che “la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause”.
Questo principio è applicabile benissimo anche al trading, dove il successo nel trading dipende dalla psicologia all’80% e dalla strategia al 20%. Esattamente così! anche la migliore strategia data in mano a una persona debole e con brutta psicologia, può concludersi con risultati disastrosi.
E’ importante tenere sempre in considerazione questo aspetto!
Per sviluppare una forte psicologia bisogna quindi avviare un processo di abitudini e attitudini vincenti, per esempio:

– considerare le perdite come feedback e elementi per imparare.
– prendersi responsabilità dei propri trades e della propria gestione (nessun trader milionario accusa il mercato, altri traders o brokers, per un suo trade sbagliato; sa che dipende da lui)
– non basarsi sulla fortuna; per chi raggiunge risultati c’è un perché sia nel trading che nella vita.
– essere consistente ogni giorno (i traders milionari infatti costruiscono giorno dopo giorno i lori capitali [1000/3000$ al giorno], con aspettative precise)
– provare passione nel trading e nelle sue potenzialità!
– revisionare le strategie e l’approccio continuamente per infine raggiungere i propri obiettivi
– avere un atteggiamento positivo, di conoscere e di volersi migliorare
– capire che diventare milionari è prima un processo e poi una costruzione di capitale, non il contrario.
– non sono le condizioni esterne a delineare le capacità o le visioni di un trader milionario. Per esempio Tim Grittani è un trader milionario nel settore delle Penny Stocks ed è partito con soli 1500$ (!)

Ci sarebbero altri tipi di atteggiamenti da elencare, ma affrontiamo adesso le buone abitudini pratiche per rafforzare la propria psicologia:

– tenere traccia di un proprio diario e alla fine di una sessione scrivere “cosa si ha imparato di nuovo?”
– nei momenti di perdita o di abbattimento per un trade sbagliato, scrivere le proprie sensazioni su carta e il perché si provano quelle sensazioni.
– dopo un trade errato, fare dei grandi respiri, rilassarsi e considerarli come opportunità per imparare; dunque riconcentrarsi sul trading e sforzarsi a continuare nell’operatività.
– analizzare settimanalmente i propri trades effettuati, confrontandoli con la migliore operazione che poteva essere fatta; porsi il perché quel trade non è stato eseguito in maniera ottimale e chiarire mentalmente il processo che si deve attuare per la buona esecuzione.
– analizzare potenziali trades non eseguiti immedesimandosi in una situazione reale, e cercando di provare e gestire le emozioni derivanti. (questo punto è straordinario perché aumenta il processo di esperienza! – ci sono molte piattaforme che consentono di rivedere l’evoluzione passata del mercato come se fosse in real-time, una sorta di play-back).
– costruire confidenza, facendo molta pratica.

In conclusione la psicologia è importantissima! e per rafforzarla bisogna attuare dei processi abitudinari potenzianti, come quelli scritti sopra.

L’eccellenza non è un atto ma un’abitudine (Aristotele)

7) Conclusioni

Questa guida in 6 lezioni serve per poter dare le basi ad ogni aspirante trader, per poter incamminarsi in questo bellissimo business e poter raggiungere la libertà finanziaria!
Ogni capitolo affronta argomenti essenziali in maniera piuttosto concisa ed è possibile ritornarvisi più volte come un manuale.
Il nostro team vi augura un buon apprendimento e un trading pieno di successi!

Per info potete inviare una mail a globalbobstar@gmail.com